n. 5 - Luglio 2014    
 
 
      Dal CROI 2014:
lo studio ACTG 5257, la scelta del regime di prima linea
 
 
a cura di
Andrea Antinori
Dipartimento Clinico,
INMI L. Spallanzani IRCCS, Roma
Nel corso del recente CROI di Boston, sono stati presentati i risultati dell’ultimo prodotto di marca ACTG, lo studio A5257 (Studio ARDENT) (1). Si tratta di uno studio che confronta tre dei principali regimi non efavirenz-based raccomandati dalle Linee guida DHHS per l’inizio della terapia nel paziente naive, ovvero raltegravir (RAL), atazanavir + ritonavir (ATV/r) e darunavir + ritonavir (DRV/r), tutti e tre combinati con un backbone nucleosidico costituito dall’associazione, in fixed dose combination, di tenofovir/emtricitabina (TDF/FTC).
 
Il disegno dello studio
A tal fine è stato disegnato uno studio randomizzato, controllato, open-label, di equivalenza, in termini di efficacia virologica e tollerabilità, della durata di 96 settimane.
Lo studio era basato su un co-primary endpoint, rappresentato dal tempo al fallimento virologico (virological failure, VF), definito in base al riscontro di valori di HIV RNA >1000 copie/mL dalla settimana 16 alla settimana 24, o da valori >200 copie/mL dopo la settimana 24, e dal tempo alla interruzione di uno dei farmaci componenti alla randomizzazione (tolerability failure, TF). ► continua
I risultati di efficacia
Al termine delle 96 settimane di studio, la differenza di incidenza cumulativa di VF era del 3.4% (97.5% CI 0.7% e 7.4%) tra ATV/r e RAL, del 5.6% (1.3% e 9.9%) tra DRV/r e RAL e del 2.2% (-6.7% e 2.3%) tra DRV/r e ATV/r. Tutte queste differenze sono tuttavia risultate dentro i margini pre-definiti di equivalenza (Figura 1). ► continua
   
Il vantaggio di tollerabilità
La differenza a favore di RAL nell’endpoint di tollerabilità è stata determinata in particolare, per quanto riguarda ATV/r, dalle interruzioni per iperbilirubinemia (47 nei pazienti che assumevano ATV/r vs 0 in quelli che assumevano RAL) e per eventi gastrointestinali (27 in ATV/r e 2 in RAL). ► continua
Conclusioni
I risultati dello studio A5257 si dimostrano, sia per qualità dello studio che per numerosità della casistica, fondamentali nel cogliere le differenze tra regimi oggi raccomandati in prima linea in tutte le Linee guida internazionali, e quindi in grado di influenzare nei loro esiti principali, la pratica clinica.
In particolare, i risultati dell’endpoint composito, endpoint non primario ma comunque pre-definito nell’analisi, appaiono mutuare in modo più ravvicinato quello che avviene nella pratica clinica, dove la tollerabilità dei regimi rappresenta il principale determinante di successo terapeutico nei primi 3 anni dall’inizio della ART (3).
Il vantaggio dimostrato, nello studio in esame, del regime contenente raltegravir, un inibitore delle integrasi, su quelli comprendenti inibitori delle proteasi, rappresenta un ulteriore tassello che va a conferire a questa classe emergente i caratteri di classe dotata di superiore efficacia clinica rispetto alle classi tradizionali, come dimostrato da recenti dati da revisione sistematica di letteratura (4).
Riferimenti bibliografici
1. Landovitz RJ, Ribaudo HK, Ofotokun I, et al. Efficacy and Tolerability of Atazanavir, Raltegravir, or Darunavir With FTC/Tenofovir: ACTG 5257. 21st Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI 2014). Boston, March 3-6. Abstract 85.
2. Rockstroh JK, DeJesus E, Lennox JL, et al. Durable efficacy and safety of raltegravir versus efavirenz when combined with tenofovir/emtricitabine in treatment-naive HIV-1-infected patients: final 5-year results from STARTMRK. J Acquir Immune Defic Syndr 2013; 63(1):77-85.
3. Antiretroviral Therapy Cohort Collaboration (ART-CC). Durability of first ART regimen and risk factors for modification, interruption or death in HIV-positive patients starting ART in Europe and North America 2002-2009. AIDS 2013; 27(5):803-813.
4. Lee FJ, Amin J, Carr A. Efficacy of Initial Antiretroviral Therapy for HIV-1 Infection in Adults: A Systematic Review and Meta-Analysis of 114 Studies with up to 144 Weeks' Follow-Up. PLoS One 2014; 9(5):e97482.
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