L’encefalite da morso di zecca (TBE) rappresenta un problema di salute pubblica sempre più preoccupante (1). Si tratta di una malattia infettiva causata da un virus (TBEv), che appartiene alla famiglia dei Flavivirus, del quale si riconoscono diversi sottotipi: Europeo, Siberiano ed Estremo-orientale. Recentemente ne sono stati identificati altri: l’Himalayano e il Baikaliano (2). La trasmissione all’uomo avviene più frequentemente attraverso la puntura di zecca. In particolare, il vettore del TBEv europeo è rappresentato da Ixodes ricinus, mentre quello degli altri due sottotipi è Ixodes persulcatus (1). Occasionalmente la TBE è contratta attraverso il consumo di latticini non pastorizzati da bestiame viremico (capre, mucche, pecore): a causa di questo, si sono verificate diverse epidemie in Slovacchia, Cechia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Polonia, Estonia ed Austria (3).
Incubazione e sintomatologia
Il periodo di incubazione della TBE varia da 4 a 28 giorni. Per la TBE causata da alimenti, il periodo di incubazione è più breve (fino a 4 giorni). L’infezione può essere asintomatica o sintomatica, monofasica o bifasica (2). Il virus durante la prima fase può determinare l’insorgenza di febbre, cefalea, affaticamento, mialgia, anoressia, nausea e/o vomito.
In alcuni casi, il virus non invade il sistema nervoso centrale (SNC) e la malattia termina (TBE monofasica). In altri casi, il virus entra nel SNC e compaiono segni e sintomi neurologici quali meningite, encefalite, paralisi (TBE bifasica). La malattia può inoltre cronicizzarsi in quanto il TBEv può rimanere attivo nel SNC a lungo (1).
Si è dimostrato che i diversi sottotipi di TBEv sono associati a una diversa manifestazione clinica e mortalità: il TBEv europeo solitamente causa una malattia bifasica ed è stimato un tasso di mortalità inferiore al 2%. Quello estremoorientale è quello più patogeno e ha un tasso stimato di mortalità fino al 40%. Il sottotipo siberiano ha un tasso di mortalità del 6-8% e può essere associato a TBE cronica (2).
Epidemiologia
Nel corso degli anni si è assistito ad un aumento dell’incidenza della TBE. Ciò è sicuramente associato a diversi fattori: ecologici (aumento della popolazione delle zecche e degli animali serbatoio), sociali (modifiche comportamentali, aumento delle attività umane all’aperto) e tecnologici (miglioramento delle capacità diagnostiche). Dal 2012, la TBE è una malattia soggetta a notifica nell’Unione Europea (1).
Secondo l’ultimo rapporto dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), nel 2022 (Figura 1) 28 Paesi dell’UE EEA hanno riportato datisulla TBE e 20 di questi ne hanno segnalato 3.650 casi;il numero più alto dei quali è stato riportato da Cechia,Germania e Svezia. La TBE ha mostrato un andamentostagionale con una maggiore frequenza tra giugnoe novembre, con il picco di casi registrato a luglio (4).In Italia la TBE è stata riscontrata per la prima voltanegli anni ’70 in Toscana, negli anni ’90 in Trentinoe in Veneto, in particolare nella provincia di Belluno.Dopo alcuni anni, si sono identificati i primi casi autoctoniin Friuli Venezia Giulia (1). Nella provincia di Belluno,l’incidenza è più elevata nella zona del Cadore,soprattutto nella parte orientale, e nella zona agordinae di Longarone. Minore incidenza si trova negli altricomuni bellunesi. Dal 2018 al 2023 sono stati registrati83 casi di TBE in ULSS1 Dolomiti. Nel 2024, al 18/12,sono stati segnalati 19 casi di TBE.
Prevenzione
Dato che la TBE può causare disabilità a lungo termine (1), è importante prevenire la puntura di zecca. Per fare ciò, bisogna adottare delle misure comportamentali e, in particolare, utilizzare un abbigliamento appropriato (pantaloni lunghi e caviglie coperte), evitare di camminare nell’erba alta e nella boscaglia e praticare un’attenta ispezione della cute dopo aver frequentato aree a rischio (2). È dimostrato che la trasmissione del TBEv all’uomo avviene entro pochi minuti dal morso di zecca (1).
La misura più efficace per prevenire la TBE è rappresentata dalla vaccinazione (4).
La vaccinazione contro TBE prevede un ciclo primario costituito da 3 dosi (tempo 0, dopo 1-3 mesi e dopo 5-12 mesi; vedi tabella pag 39). Da uno studio di follow up, già dopo 14 giorni dopo la seconda dose, sono stati dimostrati alti tassi di sieropositività. Dopo il ciclo primario, è necessario effettuare dei richiami per mantenere alto il titolo anticorpale (5).
Uno studio osservazionale condotto in Lettonia tra il 2018 e il 2020 ha dimostrato l’efficacia della vaccinazione nel prevenire la TBE anche nella popolazione pediatrica (6).
Iniziative sanitarie mirate
La provincia di Belluno, grazie ad attività, sia locali che regionali e nazionali, ha attuato diverse iniziative mirate alla prevenzione e alla raccomandazione della vaccinazione, essendo endemica per TBE (7).
In particolare, il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025, e ancor prima il PNPV 2017-2019, raccomandano la vaccinazione anti-TBE per i soggetti professionalmente esposti, in particolare lavoratori in aree endemiche e in zone rurali e boschive e per la popolazione residente in aree a rischio (8,9).
La Regione Veneto, con Deliberazione di Giunta Regionale n. 612 del 14 maggio 2019, ha stabilito la gratuità del vaccino contro TBE per i residenti della provincia bellunese e per diverse categorie a rischio, quali volontari del soccorso alpino e della protezione civile e l’agevolazione del prezzo per i residenti delle zone a moderata e bassa endemia delle altre ULSS del Veneto (7).
Come si può vedere dalla figura 2, prima dell’offerta gratuita della vaccinazione, l’ULSS1 Dolomiti somministrava al massimo quasi 7.000 dosi all’anno. Dal 2019 in poi il numero di somministrazioni è aumentato.
Particolarmente significativo appare il dato numerico relativo all’anno 2020 (circa 25.000 vaccinazioni eseguite): pur trattandosi di un anno pandemico, l’attività vaccinale è avvenuta con l’innovativo modello drive-in (dapprima utilizzato per l’esecuzione di tamponi Covid).
Con tale modalità si sono potute vaccinare molte persone in poco tempo (una vaccinazione al minuto), mantenendo le caratteristiche di sicurezza per gli utenti e gli operatori, con comoda accessibilità (in quanto l’utente poteva ricevere la vaccinazione rimanendo a bordo del proprio mezzo) e di rapidità gestionale. Questa modalità ha permesso di far fronte alle numerose vaccinazioni anti-TBE rimaste sospese a causa del Covid-19. Si sono potute somministrare 12.152 dosi di vaccino anti-TBE nel periodo estivo (24/06-31/08/2020).
Alla luce della vasta estensione provinciale, al fine di garantire la massima prossimità della vaccinazione, sono stati attivati poi diversi drive-in dislocati sul territorio (area cadorina, agordina, bellunese e feltrina) (10). Ad oggi le vaccinazioni anti-TBE sono erogate principalmente nei centri vaccinali di popolazione (CVP), ancora attivi, oltre che negli ambulatori vaccinali distribuiti nella provincia. Dal 2016 al 18/12/2024 sono stati vaccinati con ciclo primario 35.300 residenti bellunesi, pari a quasi il 18% della popolazione. Per agevolare l’utente nella prenotazione del vaccino, si è attivata la prenotazione online sul sito aziendale oltre alle classiche modalità di prenotazione (e-mail o chiamata al CUP). L’Azienda sanitaria ha anche attivato delle iniziative mirate per informare la popolazione sui rischi dell’encefalite da zecca e sull’importanza della prevenzione, sia comportamentale che attraverso la vaccinazione: queste campagne hanno incluso l’uso di materiale informativo (brochure, cartelloni, pubblicazioni su social network, giornali, coinvolgimento della radio e punti stampa sul sito aziendale e la comunicazione diretta con i cittadini). È stato realizzato anche un video per spiegare alla popolazione come rimuovere correttamente la zecca. Anche le diverse associazioni locali (es. CAI) hanno sensibilizzato sul tema e sull’importanza della protezione vaccinale.
Infine, l’Azienda ha recentemente aderito al progetto Monzec, finanziato con fondi europei, che coinvolge la provincia di Belluno, l’Alta Pusteria e il Tirolo orientale e ha come obiettivo monitorare l’attività delle zecche, raccogliere dati a lungo termine e riproducibili per sviluppare modelli di previsione, riconoscere rapidamente l’introduzione di nuove specie e registrare le distribuzioni geografiche (11).
- Panatto D, Domnich A, Amicizia D, Reggio P, et al. Vaccination against Tick-Borne Encephalitis (TBE) in Italy: Still a Long Way to Go. Microorganisms 2022;10(2):464.
- Kwasnik M, Rola J, Rozek W. Tick-Borne Encephalitis—Review of the Current Status. Journal of Clinical Medicine. 2023;12(20):6603.
- Elbaz M, Gadoth A, Shepshelovich D, et al. Systematic Review and Meta-analysis of Foodborne Tick-Borne Encephalitis, Europe, 1980–2021. Emerging Infectious Diseases. 2022;28(10):1945-1954.
- European Centre for Disease Prevention and Control. Tick-borne encephalitis. In: ECDC. Annual epidemiological report for 2022. Stockholm: ECDC; 2024.
- TICOVAC. Riassunto delle caratteristiche del prodotto. https://medicinali.aifa.gov.it/it/#/it/organizzazione/4025/farmaci/36515/stampati/ RCP.
- Zavadska D, Freimane Z, Karelis G, et al. Effectiveness of Tick-borne Encephalitis Vaccines in Children, Latvia, 2018-2020. Pediatr Infect Dis J. 2023;42(10):927-931.
- Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n.53 del 24 maggio 2019 https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=394640
- Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2571_allegato.pdf
- Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2023-25. https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=95963&completo=true
- Cinquetti S, De Polo A et al. Lessons Learned from the COVID-19 Vaccination Campaigns in Veneto Region: Population Vaccination Centers as Support for the Traditional Outpatient Model. Vaccines (Basel). 2023;11(11):1695.
- Progetto Monzec. https://www.zeckencheck.at/progetto/