HDV, la manipolazione dell’HBsAg al congress dell’AASLD. BJT-778, anti-HBsAg monoclonal antibody, achieved 100% virologic response in subjects with chronic hepatitis D (CHD): phase 2 study results. The Liver Meeting. Abs 2039. Agarwal K, et al. Hepatology 2024;80 (S1):S277-78.
BJT-778 è un anticorpo monoclonale diretto contro l’HBsAg con attività pan-genotipica. Il meccanismo d’azione proposto è la clearance dei virioni HBV ed HDV e la riduzione delle particelle HBsAg subvirali.
In uno studio di fase 2, BJT-778 viene dato per iniezione sottocutanea a 18, 11 e 18 pazienti con epatite cronica D (ECD) compensata alla dose, rispettivamente, di 300 mg una volta alla settimana per 48 settimane, 600 mg una volta alla settimana per 12 settimane e ogni 2 settimane per altre 36 settimane, 900 mg ogni 4 settimane per 48 settimane con una dose addizionale di carico alla settimana 2. Una minoranza di pazienti era cirrotica, l’età media era fra 42e 49 anni. La risposta virologica è stata valutata come declino dell’HDV-RNA sierico di almeno due log 10 dal basale, come Lower limit of-HDV RNA quantification (LLOQ≤10 IU/ml) e come Target (HDV RNA) not detected TND.
I risultati virologici preliminari sono stati molto buoni. Si è osservata una riduzione del valore delle ALT in tutti i pazienti, che è normalizzato nei due terzi di essi.
La tolleranza è stata buona, senza reazioni avverse maggiori. I dati preliminari sembrano confermare che, come nello studio SOLSTICE (vedi ReAdfiles N. 4 Dicembre 2024) la manipolazione dell’HBsAg in modo da renderlo incapace di combinarsi con la ribonucleoproteina dell’HDV possa costituire la più diretta e razionale strategia per eliminare l’infezione da HDV. Tuttavia nello studio non è stato riportato l’andamento dell’HBsAg in terapia con BJT-778.
I rischi della low level viremia durante trattamento antiretrovirale. Consequences of low-level viremia among women with HIV in the United States. A Aldredge, et al. AIDS 2024.doi:10.1097/QAD.0000000000003990.
Studio osservazionale (2003-2020) su 1958 donne con infezione da HIV (WWH). Vengono identificati 4 gruppi sulla base della risposta alla TARV nel primo anno di trattamento: 1) virologic suppressor (VS); 2) intermittent LLV (VL non consecutivamente rilevati e <199 cp/ml); 3) persistent LLV (2 VL consecutivamente rilevabili e <199 cp/ml); 4) virologic failure (se VL >200 cp/ml anche in una sola determinazione).
Escludendo il gruppo 4, nel periodo di osservazione si è verificato VF nel 16% delle donne VS; nel 30% delle intermittent LLV (HR 1.88 rispetto a VS); nel 32% delle persistent LLV (HR 2.51% rispetto a VS). Nel gruppo persistent LLV si è osservata anche una maggiore incidenza di concomitanti patologie non definenti AIDS: ipertensione, dislipidemia, diabete, cardiopatie, nefropatie. La prevalenza di LLV non è stata sostanzialmente modificata dall’introduzione dei regimi ART più recenti.
Editoria predatoria, ReAdfiles ha giocato in anticipo.
Difendersi dalle riviste predatorie che, negli anni, hanno sviluppato diverse strategie per trarre profitto, approfittando di un clima che favorisce la crescita di modelli di pubblicazione open acces e a pagamento.
Consapevoli di non essere “prede”, ReAdfiles ha informato i suoi lettori nello scorso numero, e prima che ne scrivesse il prestigioso New England!