n. 1 - Gennaio 2014    
 
 
      Paziente con HIV e comorbidità: valutazione e approccio gestionale
 
Negli ultimi anni, la comorbidità renale ed ossea in corso di infezione da HIV è sempre più al centro dell’attenzione dei clinici, si tratta di un fenomeno le cui dimensioni sono in aumento, anche per la maggiore aspettativa di vita dei pazienti con HIV, ed in grado di impattare fortemente sulla storia naturale dell’infezione. Con l’obiettivo di prevenire nei pazienti il danno a livello renale ed osseo, è fondamentale identificare e valutare i fattori di rischio, monitorando nel tempo la funzionalità di rene ed osso e gestendo con strumenti pratici e semplici l’approccio al paziente a rischio elevato, mediante modifiche dello stile di vita, uso di terapie di supporto e valutando gli interventi sulle terapie in corso.
 
Il paziente a rischio di comorbidità renale
Paolo Maggi
Clinica di Malattie Infettive,
Università di Bari
La comorbidità renale in corso di infezione da HIV sta sempre più concentrando l’interesse dei clinici e dei ricercatori. Le ragioni che ci spingono a dedicare un tempo sempre crescente a questo argomento risiedono essenzialmente nelle dimensioni del fenomeno: vi è concordanza sul fatto che i pazienti con HIV e con presenza di almeno un’alterazione renale oscillino fra il 20 e il 30% (1-5). ► continua
   
Il paziente a rischio di comorbidità ossea
Marco Borderi
Unità Operativa Malattie Infettive,
AO Sant’Orsola Malpighi, Bologna
Alla luce dell’elevata prevalenza e incidenza del fenomeno di perdita di massa ossea nelle persone con infezione da HIV, e del conseguente aumento del rischio di frattura spontanea, uno screening per l’identificazione dei soggetti a rischio di malattia ossea è indicato in tutti i soggetti con infezione da HIV, siano essi naive o in terapia antiretrovirale. ► continua
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